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Re: Il mito dell’economia sociale di mercato
from Riccardo-Modena on 12/03/2013 10:27 PMCiao Luca!
Finalmente la mia creatura è utilizzata! Ti rispondo punto per punto, visto che questo è un forum di discussione:
- Io penso che il pareggio di bilancio sia condivisibile non senso che uno degli obiettivi dell'ESM è lo sviluppo e la crescita dell'economia senza "caricare" le generazioni future con il debito. Germania e America si sono gia dimostrate capaci di fare cio. So che in Italia la ssituazione è diversa, ma non è impossibile raggiungere questo obiettivo. Occorrerebbe una ristruttrazione ed una revisione del sistema fiscale, in assenza di strumenti di politica monetaria (ricorso al debito).
- Come dovrebbe essere la tassa del futuro? A mio parere: inevadibile/ineludibile, deve "colpire" tutti, deve evitare di impoverire ulteriormente le fasce deboli andando a prelevare più soldi da chi ne possiede di più. Secondo me l'idea di una tassazione patrimoniale è sbagliata. Impopolarità a parte, è facilmente "aggirabile", soprattutto dai "grandi contributori" che possono spostare sedi aziendali all'estero, creare società fittizie, spostare i capitali in paradisi fiscali. Secondo me occorre abbandonare l'approccio patrimonialistico a favore di una migliore tassazione dei consumi, in questo modo si premia davvero chi consuma meno (cioè chi ha meno) andando a prelevare il maggior gettito da chi ha più disponibilità.
- Non definirei "socialista" l'ESM. La teoria nasce dall'evoluzione e dalla "fertilizzazione reciproca" di più ideologie: ordoliberalismo, liberalismo, dottrina sociale della Chiesa, sussidiarietà, comunismo, ecc. A mio parere, entrambe le soluzioni (accentramento e decentramento federale) sono utilizzabili per il perseguimento dell'obiettivo di creare una società che abbia le stesse dimensioni del mercato attuale. Se il trend è mondiale ed irreversibile, occorre semplicemente scegliere tra decentramento ed accentramento. Ovviamente la scelta deve essere compiuta storicizzando questi due modelli, in altre parole: in America potrebbe funzionare la centralizzazione perchè l'America ha un determinato passato ed un determinato ruolo (principalmente di difesa), in Europa che non ha necessità di difesa occorre una struttura federale decentrata. Ovviamente questo è il mio pensiero. L'idea di federazione secondo me è vincente e dicendo questo, per federazione, intendo la definizione dottrinale del termine al netto di "deviazioni" (Es. Russia), ovvero:" La federazione (dal latino foedus, 'patto, alleanza') è un ente costituito dall'associazione di più enti che, in tal modo, pur mantenendo la propria organizzazione, danno vita ad organi unitari per perseguire scopi comuni." La questione è (secondo me) che se non si sta al passo con l'ampliamento della dimensione dei mercati, non si va da nessuna parte e l'unico modo possibile è aggregandosi. Il modo per farlo mantenendo una certa autonomia delle varie nazioni in aggregazione è appunto il federalismo.
MR

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